giovedì 20 maggio 2021

il tempio della carne


              il tempio della carne
due sono gli dei, due le sue sensazioni, due il genere, due la coppia perfetta...
sentirsi uomo , sentirsi donna, o è solo un tabu? 
se fossimo tutti uomini? se fossimo tutte donne? se fossimo uomo e donna, semplice insieme

da opinioni libere
dite cio che vi piace 

sabato 15 maggio 2021

rosa

Perché vuoi morire, rosa.?

Perché non sono stata viva, mai. Sono stanca di fiorire invano. Non ho più forza, né colori. Ne speranza. Sono stanca. Tanto stanca. Nessuna innocenza si preoccuperà della mia sete, nessuno vedrà la sofferenza delle mie spine. Nessuno mai vedrà in me altro che una effige da estirpare ad encomio di vane, temporanee necessità affettive. Momentanei encomi di cinico nulla, vacuità vana di vanità, mascherata di inesistente celebrazione di rivalsa sparsa nel nulla. Lasciata cadere nell'assenza sadica dell'ego pago di sé. Sono stanca di fiorire nel mio stesso sangue e donare sogni, vita e profusione di sensi a chi soltanto vede in me un trofeo temporaneo da abbandonare a casaccio su di una tomba che neppure vede mia. Ho avuto il mio tempo. L'ho sprecato, amando. Risorgendo dal dolore dei rovi, donando il mio stesso dolore a nuova vita, illudendomi di essere odorata, vista, accolta con umano sentire. Ma l'umano sentire è miraggio, in terra di niente. E allora che i rovi mi accolgano. E spezzino l'illusoria stupidità che mi ha concesso di essere, un  ultima volta.

Perché vuoi morire, rosa?

Perché non ho vissuto mai. infine io svanisca, senza lasciare ricordo, o traccia. Come ogni superflua iniquità, nella penombra del nulla. Nell'abbandono risibile. Nel per sempre. Nel mai più.


testo di Beatrice Besia 



la bambina

 Quella notte, la bambina arrivò, in sogno,alla caverna. A piedi nudi, attraversò la soglia di cocci e schegge taglienti, incurante dei tagli e delle ferite riaperte dal cammino a ritroso dentro di sé.I suoi passi lasciavano impronte di sangue, che la terra dell'oblio cancellava, l'incedere impietoso ottundeva ogni memoria, vanificando la sua stessa esistenza, nei secondi che gocciolavano silenziosi uno sull'altro, in quel percorrere lento di istante dopo istante.

Era giunta davanti alla maschera, che sorrideva dietro le sembianze della divinità, nel responso di Pizia. Mostrati. Gli disse. Puoi ingannare i miei occhi, non il mio cuore. Anche ustionato, riesce a vederti. Mostrati per quello che sei. Ho viaggiato dentro di me, per trovarti. 

Abbandona la menzogna e mostrati nelle tue vere sembianze. E il simulacro mutò la sua effige. Da tutelare divenne pergamena arsa, pelle carbonizzata e zolfo inevaso, carne nera ed effluvio di Ade. La bambina cercava i suoi occhi, ma non riusciva a vederli, il vuoto rideva nelle orbite concave dell'amenità.Tu non sei. Non sei mai stato. Il tuo richiamo era litania funebre di sirena. 
La tua profondità illusione di carnefice. Aveva scandito il suo nome, una sera fredda di inverno, mentre lei stringeva le membra e i pensieri dentro uno strale nero per evadere il gelo, simulando un calore che mai avrebbe creduto possibile. La bambina antica di lontana provenienza, dagli gli occhi innocenti e sapore di giada, aveva inciso con le unghie parole di rame e madreperla, e le aveva offerte al suo cuore. Ma il suo cuore era pietra, e soltanto le foglie degli elfi erano rimaste sul cuscino al risveglio.Non sei mai stato. E l'orgoglio della tua ritrosia che consegue la sazietà della depredazione, fa di te un simulacro per anime vuote. Il mio dolore non sarà che effige di stupidità, ai miei piedi.E mentre il suo corpo disseccava dall'assenza, e le sue lacrime cadevano come pietra nell'acqua, la bambina litaniava il nome arcaico del demone. Assente, silenziosa. Persa nel nulla. E in quel nulla avrebbe ripercorso la strada, a ritroso. E sarebbe svanita, come polvere. Lasciando soltanto i suoi occhi, salamandre orfane, pietre rubate. Posate, sui petali di un fiore.


racconto di 

Beatrice Besia


amo leggere perche mi piace pensare...i racconti di Beatrice, poliedrica artista, spinge lo spettatore ad ascoltare e guardare il proprio passato nel ricordo, ma il ricordo è pensare è immaginare è un gesto indefinito, ognuno da una sua interpretazione ed ecco perche invito veramente a cogliere le sfumature su ogni racconto dell'autrice...sono percezioni sono colori sono momenti infiniti del tempo o forse chissà di definiti spazi all'interno del nostro pensiero. 

maurizio barraco

mercoledì 20 gennaio 2021

A.G.O.




 HASTA LA MUERTE

non dobbiamo guardare la morte come un confine che non conosciamo perche è infinito come il mare come il cielo come la terra. (cit.mb)

questa mia citazione lascia molto alla immaginazione e guardando con piacere queste opere dell'artista Agostino Manca, posso osservare tratti di infinito perche è una gestualità infinita la arte e la pittura ma come tutte le arti visive, come la musica ma come una danza.

viviamo in uno spettacolo eterno fin quando esistera l'uomo essere umano essere vivente un fiore un seme il sole la luce...eterna

non scrivo altro ma posso invitare a visitare le sue opere, non esiste genere se vogliamo essere noi stessi, ma soprattutto nessun altro puo imporlo. 


maurizio Barraco

artista Agostino Manca Italia alias A.G.O. 

https://instagram.com/agostino1972




martedì 15 dicembre 2020

PUTA

P U T A



¿Quién es una puta...?
¿La mujer de portafolio,
o la de la falda corta...?
La que apenas despierta
o la que duerme desnuda
en la alcoba.
¿Dime quién "caballero"
de "arma poderosa"'
es la puta...?
Tú que eliges, tomas
y deshechas a las mujeres
por cada una de sus formas.

¿Quién es una puta..?
¿La que se abre para dar vida,
o la se que contrae para ?
que sientas la muerte...?
La que ríe y se toma fotos
a la luz del día...
¿o la que se muestra ante ti
en las sombras de la noche?

¿Quien es una un puta...?
¿la mujer de quien mamas leche,
o la mujer de quién bebes espuma?
¿La que se emborracha sola...?
¿o la se fuma un cigarro contigo
en el motel, o en una cantina
escuchando una rola?

¿Dime quien es una puta..?
la dama que te danza en ese bar
sin ropa...
¿o tu mujer que baila en otro cuerpo,
hambrienta de caricias,
aunque sea
de unas manos toscas?


Dime Señor de cuello blanco
y de alma oscura
¿quienen son las putas?
¡Aquellas, éstas, las otras,
TODAS...¿O NINGUNA?

YumeCR/Bruja_deletras

maurizio Barraco dibujo


 

domenica 25 ottobre 2020

SHIBARI






 l'antica arte dello SHIBARI, la corda e la passione, l'amore che non è mai possessione, l'antica arte giapponese ci insegna nella sua lunga e meravigliosa tradizione

ogni intreccio di corda sapiente come il tratto meraviglioso di questi dipinti e disegni della Artista RABBIT JOKE 

adoro lo shibari e qui è perfettamente rappresentato nei corpi sinuosi e sensuali in quel chiaro oscuro raffinato e mai netto ma come una camera oscura tipica di una stanza di una casa giapponese, 

invito gli spettatori a conoscere la bellezza dei dipinti di rabbit e di conoscere lo shibari, resterete meravigliati perche osserverete  poesia e tradizione, amore e passione.

complimenti!


maurizio Barraco

artwork rabbit joke (b.besia)

@rabbitjoke  (instagram)

rabbit joke artist







 omaggio alla bellezza

ho conosciuto e conosco la bellezza nell'arte, mi piace vedere ed osservare e senza dubbio immaginare, l'Arte si sa è pensare è ricordare è emozionare

ecco i disegni meravigliosi che ho diviso in tre parti dell'autrice Artista di RABBIT JOKE, pseudonimo bellissimo come ogni libero tratto di queste opere.

mi soffermo sull'anima e sul corpo, perche davvero si puo sognare guardando a lungo queste opere, omaggio alla bellezza come ho detto nel titolo, una bellezza fluida, semplice, la mano è bellissima la luce ti entra come un flash. 

la donna rappresentata in tutte le sue sfumature ma soprattutto quel silenzio forse notturno forse vicino al mistero che verrà e vorrà essere velato nel tempo, vedo il tempo in queste opere ma un tempo mai finito come mai sara la fine dell'arte perche semplicemente il nostro pensiero non finirà mai.

maurizio Barraco

opere di 

rabbit joke  (b.besia)

@rabbitjoke